Saturday, 04 May 2019 08:13

L'importanza di saper comunicare

La comunicazione come strumento di guarigione è senza dubbio il primo passo per liberarsi delle proprie zavorre

Nel 2014 mi sono laureato in Psicologia e ricordo con molto piacere una delle materie che maggiormente mi aveva colpito, si trattava di una materia a scelta, ma comunque in linea con la mia formazione, tuttavia trattava il tema della comunicazione, ricordo che il significato stesso di comunicazione mi fece riflettere a lungo: " Mettere in comune" e da allora questo concetto è rimasto fortemente impresso nella mia mente e si ripresenta ogniqualvolta osservo e ascolto le conseguenze derivate dalla mancanza di comunicazione tra gli individui. Alla base di tutti i mali nel mondo credo vi sia sempre presente la difficoltà o la mancanza di comunicazione tra le persone, in pochi sono veramente in grado di ascoltare e capire l'altro e le incomprensioni sono sempre al centro dei conflitti, un male questo che potrebbe essere facilmente guarito applicando a virtù dell'ascolto nella propria vita. Senza comunicazione ci sarà sempre l'incomprensione e l'incomprensione divide, lo vediamo nelle relazioni matrimoniali o di coppia, quando le persone si separano perché hanno perso la capacità di comunicare tra di loro, ed è assurdo pensare come in un era come la nostra, fatta di tecnologia, capace di abbattere le barriere delle distanze e facilitare gli incontri virtuali e le conversazioni, la cosa che emerge maggiormente oltre all'isolamento è la chiusura al dialogo e la banalizzazione delle conversazioni che dal regno dei logaritmi passa al regno delle persone.

Nelle case, tra le famiglie coesiste questa triste incapacità e i problemi si accumulano e si stratificano nelle persone, così come negli ambienti lavorativi dove prevale quel senso di conflitto dei ruoli, la comunicazione diviene il principale strumento di incomprensione perdendo così il suo potere armonizzante che alla fine ciascuno va ipocritamente ricercando, ma che resta solo una colpa da attribuire a tutti fuorché a sé stesso per la sua totale assenza. Essere in grado di esprimersi correttamente sta alla base di una buona comunicazione, ma lo è altrettanto il saper ascoltare l'altro, spesso gli ascolti sono privi di attenzione e si svolgono in brevi tempi determinati da impazienza e fretta, spesso le conversazioni sono dominanti e soffocanti, perché il proprio dire diviene unidirezionale, mentre il ritaglio dell'ascolto si basa più su convenevoli spesso basati su ruoli sociali. L'autorevolezza che nasce da modelli e stereotipi sociali sono troppo spesso i motivi principali  per cui si tende da sempre ad impostare una modalità di conversazione, tralasciando invece aspetti fondamentali che sono invece delle espressioni tipiche di individui che hanno maturato una ricchezza interiore. Oggi purtroppo nella società conta più colui che ha maturato una posizione, piuttosto che qualcuno che possiede una storia da raccontare, proprio come nel web l'opinione di uno strappa like conta quanto o più di un premio nobel nella realtà, questo la dice lunga su come la multimedialità si è riversata pesantemente nelle nostre cattive abitudini quotidiane.

Ascoltiamo e guardiamo la nostra realtà proprio come osserviamo e ascoltiamo il nostro cellulare, facendo scorrere lo schermo alla ricerca di qualcosa di interessante, meglio però se poco impegnativo e soprattutto che duri giusto quel tanto da non stressare i neuroni, diversamente ci si stanca e difficilmente ci si impegna in qualcosa che possa essere semplicemente vissuto come una buona conversazione, in cui si è in grado di saper ascoltare l'altro cercando di comprenderne il suo punto di vista, anche se diverso dal proprio.

Se impariamo a spostare il nostro ego dalla conversazione, il punto di vista di un altro diviene potenzialmente costruttivo, anche se a volte ci riesce difficile comprendere qualcosa di così tanto diverso rispetto al nostro modo di pensare e vivere, ma non sempre in un dialogo il nostro essere deve fare da cassa di risonanza per ciò che un altro sta trasmettendo e la cosa dovrebbe valere per tutti i partecipanti di una conversazione, in particolare se nella comunicazione sono messe appunto in comune cose che riguardano quel mondo interiore che ciascuno ha e non sempre è in grado di condividere. Occorre avere rispetto di quel bene prezioso che ciascuno timidamente custodisce e che se condiviso necessita di essere protetto per la sua fragilità, senza utilizzare la propria storia e le proprie conoscenze come filtro e paragone. Quando parliamo con un bambino adattiamo il nostro modo di comunicare e le nostre parole, incoraggiandolo ad esprimere le abilità, spesso premiandolo con la nostra attenzione e i nostri apprezzamenti e talvolta annullando i nostri interventi che possono sminuirne le sue competenze. Dovremmo far partire da qui il nostro modo di comunicare nel rispetto e nell'Ascolto dell'Altro e meglio ancora se la maturità di tutti si basa su questo reciproco rispetto, per trarne conclusioni costruttive per ciascuno.

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